È inutile negarlo, viviamo in un periodo in cui i retelling stanno acquistando sempre più fama nel mondo letterario. Da Romeo e Giulietta a Patroclo e Achille, da Belle e la Bestia alle dodici principesse danzanti, le storie che ci hanno accompagnato nel corso della vita stanno venendo riscritte in chiave moderna e spopolando fra i lettori di tutto il mondo. Fiabe, opere teatrali, tragedie ma anche, come in questo caso, racconti della mitologia greca.
Non ho ancora letto i retelling più chiacchierati del momento, sto ancora aspettando il mood giusto per immergermi nei titoli che sono diventati un must di questa categoria come quelli di Madeline Miller e Chloe Gong, però ho deciso di iniziare a farmi un'idea, scegliendo il mito di un personaggio che trovo molto interessante: Medusa.
Scritto da Jessie Burton ( autrice de Il Miniaturista ), Medusa è un libricino di poco più di duecento pagine in cui si condensa il racconto dal punto di vista della protagonista, la quale ripercorre gli avvenimenti salienti della sua vita.
Sinossi: nata nell'Oceano Occidentale insieme alle sorelle immortali Euriale e Steno, Medusa è sin da piccola complimentata per la sua bellezza.
Chiunque la incontri tende a mercificare il suo corpo, idolatrandola esclusivamente per l'aspetto esteriore e poco importa che Medusa sia gentile, sensibile e dotata di una spiccata intelligenza. Queste caratteristiche vengono relegate in secondo piano, rese invisibili dall'involucro che le racchiude.
È soltanto una bambina quando, per un triste scherzo del destino, attira l'attenzione non richiesta di Poseidone. Lo è anche quando Atena la punisce sadisticamente per essere stata violentata dal Dio degli abissi in uno dei suoi templi, sfigurandola per sempre.
Relegata a vivere su un'isola deserta, in compagnia dei suoi serpenti per capelli, Medusa ripercorre le tappe che l'hanno portata ad essere il mostro che tutti conosciamo, raccontando gli orrori del passato a Perseo, da poco approdato sull'isola.
Questo racconto incarna alla perfezione il detto ‘breve ma intenso’.
Ogni pagina è pregna dello sconforto, della rabbia e della solitudine che Medusa prova a causa della sua condizione. La sua vita è stata strappata via insieme alla sua infanzia, ridotta a brandelli per colpa di un Dio potente ed incapace di accettare un rifiuto.
L'unico briciolo di umanità che conosce proviene dalle due sorelle, che l'hanno nascosta per tenerla lontana da un mondo più mostruoso dei piccoli serpenti che si agitano sulla sua testa.
Capitolo dopo capitolo diventa sempre più lampante il motivo per cui Perseo è misteriosamente apparso sull'isola e mentre Medusa si affida alla sua apparente sensibilità , convinta che il senso di solitudine condiviso costituisca un legame profondo e il punto di partenza per una nuova vita, è chiaro in realtà quali siano le sue intenzioni.
Un aspetto molto interessante che emerge è la dualità della protagonista: da un lato si rammarica per ciò che le è successo, arrivando persino ad incolparsi. Dall'altro invece, nonostante tutto, non riesce ad abbandonare il concetto secondo cui apparire è fondamentale, ha bisogno di conferme e di ricordare di essere stata bella prima della trasformazione.
Il lieto fine è amaro, la ragazza sceglie di salvare se stessa una volta messa alle strette, rtrovandosi a decidere se uccidere o essere uccisa.
Eppure è perfetto così, con Medusa che si tramuta in un personaggio forte, intenzionato a proteggere le donne che subiscono abusi, che nella società non hanno una voce e non possono difendersi.
Con questo continua con mio grande piacere la lista dei giudizi a cinque stelle.